Collettivo Teatro Folk
 

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Storicamente, per la tutela dei propri diritti, le classi subalterne, non si rivolgono ad una classe politica verso la quale nutrono la più radicale sfiducia, né si affidano al proprio impegno di lotta.L’occupazione delle terre di Persano (Antonio Tateo “Persano: la terra per restare contadini” Editrice Mazzotta,1984), 

              

         

è una rara eccezione anche perché il P.C.I. degli anni 70 era un potente garante delle masse popolari (“duecento carabinieri ricevono l’ordine di sgombrare la tenuta militare di Persano, le terre occupate dai contadini e di distruggere il raccolto. Contadini, giovani di Persano, Serre, Borgo San Lazzaro, Campagna, Altavilla Silentina, il vicepresidente regionale della confcoltivatori, il segretario provinciale della Cgil-Cisl-Uil, il segretario provinciale del P.C.I. Paolo Nicchia, i dirigenti Vincenzo De Luca (attualmente deputato DS al parlamento e sindaco di Salerno), Mario De Biase (ex Sindaco di Salerno, DS), Vincenzo Aita (allora contadino e deputato P.C.I.), Isaia Sales (scrittore e consigliere economico alla giunta regionale campana di Antonio Bassolino, DS), Andrea De Simone (attualmente senatore della repubblica, DS), Michele Figliulo (ex vicepresidente della provincia di Salerno e sindaco di Valva, DS), Achille Mughini, Tania Cardinale, Flora Calvanese, Salvatore Forte (allora ferroviere e deputato P.C.I.) e tanti altri militanti e attivisti vengono aggrediti e “fermati” insieme ai contadini. Il Collettivo Teatro Folk , su questa tesa vicenda storica presenta “Lotte bracciantili e condizione contadina nel Sud “, recente argomento di studio e rappresentazioni dell’Università francese Charles De Gaulle - Lille III.

                             

Il CTF a fianco ai contadini tiene concerti e manifestazioni a Persano, Campagna, Eboli, Serre, Paestum,Contursi Terme con Michele Santoro. Il 7 Novembre i trattori dei contadini di Persano occupano la Salerno – Reggio calabria per confluire nella mega manifestazione di piazza ferrovia a Salerno. Una importante pagina del mondo contadino di cui parlarono emittenti televisive nazionali e internazionali e prime pagine di giornali nazionali ed esteri).

                              L'appeso blasfemo

Nel mondo contadino per la tutela dei propri diritti, solitamente ci si affida a un’ antica tradizione, quella di coinvolgere il santo protettore o la Madonna,

                   

(CTF,L.P.001:”Figliule ca ‘nce jate a la Madonnaa la Madonna che ‘nce jate a ffà‘Nce jamme a ffà lu vute a ninnu mie sta malatiélle e nu’ se po’ sanàSta malatiélle e sta malate ‘o lètto‘nce l’hanne date ‘a merecine ‘e morte”,risulta chiaro che la medicina è la “fattura” e che nessun medico può guarire se non la Madonna). Tale protezione viene vissuta come se fosse reale e serve a esorcizzare i problemi grandi o piccoli che siano nei quali ci si dibatte giorno dopo giorno. In questa prospettiva, la Madonna, il santo protettore (colui che ha il potere di “raccomandare”) è tale che può intervenire con efficacia in favore del suo devoto; una sua raccomandazione non può essere ignorata, come non si può ignorare la “raccomandazione” dell’influente uomo politico locale, raggiungibile solo se si è palesemente schierati dalla sua parte (CTF-LP.001, Serino:”Guaglione nu’ ‘nt’appènnere a tanta rami-appiénnete a une ca te pò mantène”). Si vede chiaramente che l’esperienza delle classi contadine del Sud si riflette fortemente nella religione popolare meridionale. La logica è quella che non disponendo di alcun potere si possono ottenere dei  “piaceri” solo entrando attraverso la propiziazione o il servilismo strisciante, in un circuito di potere. A tutte queste contraddizioni il Collettivo Teatro Folk risponde in maniera inequivocabile: ”E zi monaco levatélle, oiné nénna e zi monaco levatélle ‘sta suttanaE comme té fire ‘e stà,oiné nénna née comme te fire ‘e stà senza muglièra”, oppure “c’imma risollevà ch’’e bbracce noste ca so’ fforte e toste e stanne ccà”, CTF-L.P.002, Persano:”Ma si stamme tutte quante e ‘o governo fa ‘o birbante Nuje pigliammo lli rampine ‘e facimme ‘na mappine”, CTF – Madre Terra,”Chesta terra è la mia,nisciune me la po’ tuccareLli zorie se muréssere ri fame,si lli guaglione nu’ ghiéssere ‘a vigna”, CTF L.P.001 “E allora mannàmme a ffancule ‘o padrone e stu schife hé sistema assassine e ladrone”, CTF L.P. 001”A Numera a San Marzano pummarola paisanaarricchisce ‘o conserviero sfruttatore e menzugniero”, CTF L.P. 002 “Quanne ‘nce stà fatica sule pe’ ‘nu mese - stregne Maria pe’ trasì cu’ ‘e spesesé vèste ‘e sante prèje Ddio ‘nd’’a cchiése‘nce passe ‘o juorne ’a sera e passe la matina nu’ ssente Ddio ‘a colpa hé d’’o destinechi strégne ‘a fronte ‘sta curone ‘e spine‘nce fu battuto da cchiù ‘e mille tiranneTurche Francese Americanisanghe e surore votte ancora p’’o signore” e continua…C.T.F. testi e musiche di G.Basile.                                                                                                       

Il Collettivo Teatro Folk lontano da ogni forma di esibizionismo fine a sé stesso, di populismo e commercializzazione, dalle mode nazional-popolari, ha contribuito a scrivere una pagina importante del movimento politico-culturale-popolare italiano.C’è ancora tanto lavoro da fare sui documenti di ricerca e sulla nuova produzione, tante cose da scrivere su una realtà musicale così complessa e articolata (con      la pubblicazione del cofanetto “Collettivo Teatro Folk  1975 – 2005

          

sarà allegato un libro contenente la storia ufficiale dettagliata, episodi simpatici e situazioni                 incresciose sui componenti del gruppo che nel corso degli anni si sono volta per volta succeduti, ma soprattutto ci saranno tutti i testi e le musiche del C.T.F. anche in versione facilitata).  

Un grazie sincero ai nostri consulenti,in particolare al dott.Enzo Marra; al nostro editore “Baia Verde” Edizioni Musicali; al nostro discografico “Zeus record “- Napoli (non tanto per le registrazioni quanto per passare quei “reperti archeologici” di musicassette su CD) e soprattutto un grazie di cuore ai nostri giovani collaboratori e agli Zed

         

che con grande serietà professionale diffondono questa cultura per migliorare questo mondo, per renderlo “ un po’ meno rotondo ma più quadrato “.

Peppe Basile

     

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